Alice ed Ellen Kessler: l’ultimo passo a due delle gemelle più iconiche dello spettacolo

Si sono spente a Grünwald, alle porte di Monaco, la luce di Alice ed Ellen Kessler, le gemelle che hanno attraversato settant’anni di spettacolo europeo con un’eleganza che nessuna epoca è riuscita a scalfire. Avevano 89 anni e, secondo fonti della stampa tedesca, avrebbero scelto insieme la via della morte assistita, legale in Germania in circostanze specifiche. La polizia bavarese ha aperto un’indagine formale, ma le prime ricostruzioni parlano di una decisione consapevole, meditata, coerente con una vita vissuta sempre all’unisono.

Nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, le Kessler conobbero presto il peso di un’infanzia difficile: povertà, dolore, un padre violento e la perdita di due fratelli maggiori. Le avversità, però, invece di spezzarle, le unirono ancora di più. A sei anni studiavano danza classica, a undici calcavano già il palcoscenico dell’Opera di Lipsia, e a quattordici venivano ammesse alla prestigiosa scuola di danza del teatro lirico. La disciplina, per loro, non fu mai un’opzione romantica: era una via di fuga.

Nel 1952 decisero di lasciare la Germania Est approfittando di un permesso di visita e raggiunsero il padre nella Repubblica Federale. A Düsseldorf tutto cambiò: le due gemelle entrarono nel mondo sfavillante del Palladium, attirando in pochi mesi l’attenzione del leggendario Lido di Parigi, che le scritturò per la sua rivista. Da quel momento, la loro immagine — capelli platino, sorrisi specchiati, gambe infinite — divenne un marchio riconoscibile ovunque.

Cinema, varietà, recital, tournée internazionali. E poi l’Italia, il paese che le adottò come “le gambe della nazione” e che ancora oggi le considera una parte incancellabile della propria memoria televisiva. Dal “Giardino d’inverno” a “Studio Uno”, dalla satira leggera dei varietà ai caroselli pubblicitari, le Kessler erano sinonimo di modernità, ritmo, stile.

Il capitolo eurovisivo appartiene a una dimensione ancora più preziosa della loro carriera. Nel 1959, a Cannes, rappresentarono la Germania con “Heute Abend wollen wir tanzen geh’n”, un numero leggero, orchestrato, sorprendentemente moderno per i rigidi standard del festival dell’epoca. Le giurie non premiarono l’innovazione: arrivarono ottave su undici. Ma il pubblico, negli anni, ha rivalutato quella performance come una delle prime vere forme di messa in scena eurovisiva, e soprattutto come la nascita del primo duo della storia del concorso.

Un lustro dopo, nel 1965, firmarono uno dei momenti più riconoscibili della televisione italiana con “Da-Da-Um-Pa”, sigla di “Studio Uno”. Il brano non fu soltanto un successo: fu un piccolo shock culturale. Le due gemelle, perfettamente sincronizzate, portarono nella RAI un’estetica internazionale che l’Italia non aveva ancora visto.

Gli Stati Uniti, poi, le vollero a fianco di Frank Sinatra e Fred Astaire. Hollywood bussò alla porta con un’offerta per recitare accanto a Elvis Presley in Viva Las Vegas, ma le sorelle rifiutarono, lasciando agli agenti l’onore di arrabbiarsi. “Eravamo troppo cool per farci impressionare”, disse Ellen molti anni dopo.

La loro lunga carriera non si è mai spenta davvero. Copertine storiche, come quella di Playboy nel 1976, la loro autobiografia Eins und eins ist eins, apparizioni televisive fino agli anni recenti, concerti jazz a sorpresa, premi e riconoscimenti. Le Kessler hanno riempito palchi e immaginari, senza mai rinunciare alla loro cifra: stile, ironia, precisione e una sorellanza fusa a fuoco.

Anche la loro ultima volontà è un gesto poetico: un’unica urna, condivisa, accanto alle ceneri della madre Elsa e del cane Yello. È il finale che avrebbero scritto per sé stesse: un passo a due, fino all’ultimo.

L’Europa perde due stelle. La memoria, invece, ne guadagna due miti.

Fonte: Bild

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