Eurovision 2026: confermata la lista definitiva dei partecipanti. Tra ritorni, boicottaggi e voci (smentite) su Canada e Kazakistan

L’EBU ha finalmente sciolto il nodo: saranno 35 le emittenti pubbliche che voleranno a Vienna per il 70º Eurovision Song Contest, in programma dal 12 al 16 maggio 2026. Una lista che racconta, tra le righe, lo stato emotivo attuale dell’universo eurovisivo: entusiasmo da un lato, tensioni politiche dall’altro.
Un’edizione che parte già… accesa
Vienna riapre le porte dell’ESC per la terza volta nella storia, ma lo fa in una delle stagioni più burrascose di sempre. Mentre l’EBU celebra il “potere unificante della musica”, il dibattito sulla partecipazione di Israele continua a scuotere delegazioni e fan.
E infatti, accanto alle 35 emittenti confermate, spiccano cinque assenze pesantissime:
- Irlanda
- Spagna
- Slovenia
- Islanda
- Paesi Bassi
Tutte ritiratesi in aperta protesta contro la presenza di Israele nel concorso, accusata da più fronti di trasformare Eurovision in una vetrina diplomatica.
I ritorni: Bulgaria, Romania e Moldavia riaccendono le luci
Non solo addii: l’EBU può celebrare anche tre rientri inattesi.
- BNT (Bulgaria)
- TVR (Romania)
- TRM (Moldova)
Tornano dopo anni di assenza, riportando un po’ di respiro in una line-up che, altrimenti, avrebbe rischiato di assottigliarsi pericolosamente.
Canada e Kazakistan? Rumours archiviati
Chi sperava in una sorpresa extra-europea rimarrà deluso. L’EBU ha ribadito, indirettamente ma chiaramente, che né il Canada né il Kazakistan faranno parte del 70º anniversario dell’evento. Le speculazioni circolate nelle ultime settimane? Fumo.
Eurovision resta, almeno per ora, una faccenda “vecchio continente plus Australia”.
Le nuove regole: la ricetta dell’EBU per un concorso “più sicuro”
In parallelo, l’EBU introduce una serie di modifiche pensate per ripulire il clima post-2025, segnato da votazioni contestate e accuse di pressioni politiche.
Le novità principali includono:
- ritorno delle giurie professionali nelle semifinali;
- limiti più severi al voto individuale;
- controlli tecnici potenziati contro voti sospetti;
- regole contro la promozione esterna indesiderata.
Un lifting regolamentare che l’EBU spera basti a blindare l’immagine del concorso.
Verso Vienna 2026: 35 voci, 5 boicottaggi e un anniversario complicato
L’estrazione delle semifinali, prevista per il 12 gennaio, aprirà ufficialmente la corsa all’ambito trofeo. Con 35 delegazioni pronte a salire sul palco e cinque assenze che continuano a far discutere, il 70º anniversario rischia di essere ricordato tanto per la musica quanto per il clima politico che lo circonda.
Ma dopotutto, questa è Eurovision: un luogo dove le emozioni sono sempre… a 12 punti.
Fonte: EBU

